

Allarme rosso. L’ascensore che porta al piano di sopra i giovani di famiglia povera, o da 27 del mese a lingua in fuori non va più. Si è fermato, è immobile. Forse è scappato perfino il lift. Nel suo discorso del Lingotto, Walter Veltroni ha rilanciato un tema cruciale per le democrazie occidentali: quello della mobilità sociale, linfa del progresso, prova del nove del principio di eguaglianza. Ha fatto bene, perché in Italia la mobilità è diventata un’utopia. Tanto più bruciante quanto più le diseguaglianze tra ricchi e poveri si vanno allargando. Tuttavia occorre trarre per intero le conseguenze di questa denuncia. Che non sono affatto lisce e facili per le culture e le ideologie del centrosinistra, e nemmeno per gli interessi che si sono stratificati all’interno del suo “blocco sociale” di riferimento. È facile, certo, dedurne che bisogna aumentare il numero delle borse di studio per i più bisognosi; che queste borse devono essere di importi adatti a mantenere davvero agli studi i figli di un operaio o di una commessa; che il paese deve dotarsi di una rete di accoglienza per gli studenti universitari che li metta in grado di frequentare gli atenei più prestigiosi. Facile a dirsi, difficile a farsi (puntualmente) in condizioni di risorse scarse e in larghissima parte requisite da una montagna di vincoli e rigidità. Questo governo sta cercando di fare il possibile, anche con una certa dose di fantasia. Il bando per i diecimila posti letto in più per i fuori sede è alla Corte dei conti e diverrà operativo a settimane. La nuova legge per il diritto allo studio ridefinirà verso l’alto il livello delle prestazioni essenziali, inserendo tra i diritti appunto quello alla mobilità. Ma il discorso è più spinoso. Perché i ricchi hanno le loro reti di protezione, che funzionano. E bene. Di fronte a queste reti di protezione c’è una sola, vera arma che ha il più povero, o chi viene comunque da famiglie non abbienti: il merito. Un nome tabù (nei fatti) per molte delle culture che si sono incistate nel nostro senso comune. Eppure nessuna vera mobilità sociale è possibile se la società non premia, come recita l’articolo 34 della Costituzione, i «capaci e meritevoli», e non lo fa soprattutto con i bisognosi. Ciò ha riflessi sulle strategie di promozione del diritto allo studio (che devono premiare merito vero e reddito vero insieme) e ha poi riflessi anche sulle modalità con cui si gestiscono i passaggi iniziali, e decisivi, della carriera dopo la laurea. Proprio giovedì scorso al ministero dell’università, nell’ambito del progetto Ethicamente, si è tenuto un seminario con l’associazione dei dottori e dottorandi di ricerca. Tema: l’etica e la carriera. Ecco, proprio in quell’occasione è stato ribadito come la mobilità non dipenda solo dai sostegni finanziari, ma anche dalle regole. Come vengono reclutati i futuri cervelli della ricerca e dell’università? Con quale grado di apertura ai diritti che nascono dal merito individuale? Con quale trasparenza delle informazioni, anche per accedere ai fondi di ricerca? E una volta che si sia avuto accesso al dottorato, per chi si apriranno le porte della carriera universitaria? Certo (di nuovo) i soldi contano. Una precarietà infinita o borse da miseria terranno alla fine lontani coloro che non possono poggiare su solidi aiuti familiari. Però occorre pure che le relazioni di amicizia, di potere e di scambio non abbiano modo di rivelarsi dominanti in alcun punto del cammino. Le procedure di trasparenza studiate dal governo per i prossimi bandi a posti di ricercatore sono una prima risposta importantissima. Ma c’è tutta una filiera lungo la quale occorre muoversi con la massima velocità possibile. Da borse di studio che premino il più possibile i più meritevoli mettendoli in grado di studiare (si fa per dire) “come i figli dei ricchi”; alle procedure di valutazione; a quelle di selezione e accesso alla carriera. Fino al reperimento di risorse aggiuntive private (i prestiti d’onore, che solo in Italia sono visti come una jattura), in attesa che le casse pubbliche permettano standard di spesa più alti. Altrimenti resteremo il paese in cui l’unica mobilità sociale vera consentita è quella dei Ricucci, in cui è più facile passare in pochi anni da odontotecnico a immobiliarista-finanziere, che in una generazione, da figlio di operaio a professore.
NANDO DALLA CHIESA
Dalla riunione tenutasi ieri nella storica sezione di Piazza Roma, l'argomento principale è stato la consulta giovanile del comune di Piedimonte Matese. Dopo aver fatto un'analisi della situazione dei Giovani di Piedimonte si è passato ad illustrare vari tipi di regolamenti di consulte per discuterne i contenuti. Dal primo momento si è sentita la necessità di stilare almeno una bozza di regolamento insieme alle altre sezioni giovanili dei partiti in modo da raccogliere nel documento tutti i pareri e le idee di diverso stampo.
Essendo consapevoli che un progetto di consulta già esiste (grazie all'interessamento dell'ex consigliere dei GdM Devid Raucci) e, considerato il fatto che non è stata assegnata ancora la delega alle Politiche Giovanili e che l'ufficio Informagiovani non funziona, attenderemo con impazienza l'elvolversi della situazione, rimanendo vigili e pronti ad entrare in gioco qualora se ne avverti la necessità.

Venerdi 15 giugno alle ore 19:00 si terrà l'assemblea dei giovani della Margherita presso la sede di piazza Roma.
Si discuterà del seguente o.d.g. :
1) Analisi situazione politica cittadina
2) Dibattito sulla consulta giovanile
3) Confronto sul Partito Democratico
4) Varie ed eventuali
Grande vittoria del Centro-Sinistra a Piedimonte Matese. La lista Piedimonte Democratica ha avuto ben 4700 voti contro i 3205 del centro-destra. Il nuovo sindaco di Piedimonte Matese è VINCENZO CAPPELLO con a seguito la squadra cosi composta:
Adesso bisogna iniziare a lavorare sodo per risollevare un paese umiliato e portato all'estremo degrado a causa di nove anni di governo di centro-destra con l'aggiunta di altri sei mesi di consiliatura con a capo un sindaco pagliaccio.
Dopo l'affollatissimo incontro del candidato a Sindaco Vincenzo Cappello tenutosi davanti la chiesa dell'Annunziata, e superati (grazie alla presenza dei Carabinieri) i rischi di disturbo e di azioni violente da parte di alcuni supporter di Forza Italia,
questa sera alle ore 20:00 si terrà un comizio della lista n.1 "Piedimonte Democratica" presso Piazza Trutta. La cittadinanza tutta è invitata a partecipare.
Venerdi 18 maggio alle ore 20:00 si terrà il comizio elettorale della lista Piedimonte Democratica a Sepicciano

Da un pò di tempo ci stiamo accorgendo di una presenza oscura dietro la lista "Unione Civica per Piedimonte". E' la Rete Civica per Piedimonte, una sorta di sodalizio di ex politici decaduti alla ricerca di un ritorno sul palcoscenico. Vivono nell'ombra protetti dai candidati del Centro-destra, scrivono manifesti, articoli sui quotidiani, si aggirano per le case dei Piedimontesi raccontando storielle false e puerili, ma nessuno ancora li ha mai visti parlare su qualche palco.
In esclusiva abbiamo una loro foto scattata in segreto ! Eccola:
